L'albero é entrato nella mia pittura, tanto da diventarne immagine tematica, per una circostanza occasionale.
Un amico mette a disposizione la sua villa ottocentesca sull'Appennino Modenese per una festosa presentazione di una raccolta di miei dipinti.
Si deve sapere, meglio sarebbe vedere, che la domestica signorilità della villa prende decoro da un solenne ippocastano, più che centenario, meraviglia della natura e dell'arte botanica.
Dipingere quell'albero, almeno una volta, sembrava omaggio doveroso della gratitudine alla liberalità.
Nel "Dialogo sull'albero" di Valery ritrovo da anni motivazioni per dare visibilità a quell'immagine che non si cancella dalla mente.
(A.M.)
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Antonio Minezzi
ALBERO
© Antonio Minezzi e aventi diritto
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Fu nei tempi primi, quando la terra era vergine e l'uomo e gli animali tutti di là da venire.
La Pianta era signore e rivestiva tutta la figura del suolo.
Avrebbe potuto restare la sola sovrana forma di vita, offrendo agli ochhi degli dei il vario splendore dei colori delle stagioni. Immobile per natura di ogni suo esemplare, si spostava, in quanto specie, coprendo lo spazio di luogo in luogo. Procedeva mediante il nuomero dei suoi germi che prodigava follemente ai venti e si estendeva come un'incendio che divora tutto quando trova da divorare. Avvenne che uno di quei germi, fosse per l'eccellenza della terra su cui cadde, fosse per il favore del sole o per qualsiasi altra circostanza, come nessun altro germe ingrandisse e da erba si facesse albero e da albero prodigio! Sì! Sembra che una specie di pensiero e di volontà si sia in esso formata.
Era l'essere più bello e più grande sotto il cielo quando, forse presentendo che la sua vita d'albero non mirava se non alla propria crescita, fu colto da una specie di follia di smisuratezza e di arborescenza...
E io sento me stesso vivere l'impresa del tipo della pianta, che invade lo spazio, improvvisa un sogno di fronde, s'immerge nel fango e si inebria dei sali della terra... Tanto s'innalza quanto più affonda: avvinghia l'informe, assale il vuoto, lotta per mutare ogni cosa, ed é quella la sua idea...
(VALERY, DIALOGO SULL'ALBERO)
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