BIOGRAFIA
Antonio Minezzi pittore, nato a Modena (1939), dove vive lavorando nello studio al numero 119 di Viale Vittorio Veneto, laboratorio di materiali e attrezzi per una pittura artigianale, deposito di strumenti della formazione (gli studi umanistici e letterari dal tempo del liceo e dell'università, la libreria d'arte antica e moderna) e delle sue "passioni": libri e manoscritti antichi, arte tessile orientale, sculture e maschere africane, automobili giocattolo anni venti/cinquanta...
Così descrive il luogo un visitatore, il critico Alessandro Riva:
chi avesse la fortuna di capitare nello studio di Minezzi, in quella sorta di eremo, metà bottega artigianale trecentesca e metà oasi orientale, piena di libri e di statue, tessuti finemente lavorati, provenienti da chissà quale altrove del mondo, chi andasse in questo strano loculo medievale dove la modernità non sembra aver fatto presa, si stupirebbe di non trovarvi colori e pennelli.
In effetti lo studio di Minezzi tutto sembra fuorché lo studio di un pittore. Eppure, ci sarebbero ben altre cose ad attrarre l'attenzione di un ospite attento. E queste cose, sparse qua e là con felice spontaneità, bastano da sole a spiegare quella strana ossessione dell'artista, quella di ridare vita a ciò che il contemporaneo, o la sua brutta copia, ovvero quel miscuglio di luoghi comuni che la coscienza collettiva vive oggi come l'essenza della contemporaneità, ha voluto affossare.
L'intenzione di Minezzi é quella di ricreare, attraverso la forza fondante e vitale della pittura, l'emozione che le pagine ingiallite di un antico messale o di un manoscritto ritrovato in qualche moderna Saragozza portano fatalmente con sé, per il fatto stesso di provenire da un'altra epoca, da un altro tempo, da un altro universo. Pagine da riportare in vita in qualità non di mero supporto pittorico, ma come struttura compositiva del quadro.